domenica 15 aprile 2007

Un giovane parte militare e prima di partire si reca a salutare il suo vecchio maestro, e questo gli da dei buoni avvertimenti.

Gaeta 28/08/1940
Tema
Un giovane parte militare e prima di partire si reca a salutare il suo vecchio maestro, e questo gli da dei buoni avvertimenti.
Il popolarissimo giovane Emilio, proveniente da modesta famiglia di lavoratori, era stato sempre modello della gioventù. Fin dall’infanzia era ubbidiente, buono con tutti riconoscente verso chi faceva del bene e l’istruiva. Con questa indole ha raggiunto i suoi venti anni, acquistando il bene di gran parte degli abitanti del piccolo paesello. Quando si hanno venti anni si avvicina l’ora di rendere il servizio militare, e lui aspettava questo giorno come una chimera, accarezzava la vaga idea, sognava la divisa, sotto la quale lui era un uomo rispettato, si vedeva eseguire con zelo gli ordini impartitigli dai propri superiori, poi sognava, quando un dì tornava al suo paesello, si recava a salutare quelli che furono i compagni dell’adolescenza, sembrando tra loro un uomo in gamba, parlandogli di ciò che aveva ammirato nei mesi di vita militare, aggiungendo al vero qualcosa di inventato per divenire sempre più ben visto e ricercato. Mentre così fantasticava i giorni passavano. Un bel dì gli arriva la cartolina di precetto, prima ne fu giulivo e poi se ne rammaricò in se stesso, infine si rassegnava in Dio seguendo con fede le orme del destino. Il giorno avanti di partire si recò a salutare il vecchio maestro, il quale era un uomo affettuoso, buono, amico con tutti, sempre pronto a perdonare le piccole mancanze fatte dai suoi alunni, ammonendoli e mettendoli sulla buona via. Ora era in pensione, la vecchiaia, che nessuno rispetta, lo aveva assalito e in breve ridotto irriconoscibile; sulla testa calva vagabondava qualche pelo bianco, senza neppure più distinguere il punto di partenza, la fronte rugosa, il viso colorito di un pallore strano, gli occhi del tutto infossati ultimavano la sua improvvisa trasformazione. Lo accolse con parole calorose e amorevoli, simili a quelle del padre al figliol prodigo. Accolse con dolore la notizia della separazione dal paesello, cercò di confortarlo ed esortarlo a ben operare, perché solo in quel modo poteva essere degno della sua gioventù. Tra l’altro gli ricorda che lui fu Ufficiale e combattente lassù contro l’Austria per la rivendicazione dei sacri confini. Le ultime frasi dettegli furono queste: “ Va oh figlio prediletto e fatti onore, perché la tua patria in voi spera “. Quindi si salutarono ed Emilio partì, ricordandosi sempre le parole del vecchio maestro, come era nella vita civile fu nella militare, facendosi ben volere da tutti.
Monti Vincenzo.

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