domenica 15 aprile 2007

Il viso e le emozioni.

Esistono sei espressioni universali: la tristezza, l’ira, la gioia, la paura, il disgusto e la sorpresa.
Charles Darwin è stato il primo a suggerire le espressioni facciali come linguaggio universale. Egli preparò un questionario che inviò a missionari, insegnanti e coloni nelle zone più remote dell’Impero Britannico. Tale questionario chiedeva di annotare le espressioni degli aborigeni. Da questo studio, combinato con i molti anni di osservazioni personali, Darwin concluse che le espressioni che aveva studiato in Inghilterra erano le stesse che venivano descritte in altre zone. Questa conclusione è stata poi sostenuta da molti studi recenti in materia, alcuni dei quali portati avanti su persone che non avevano avuto precedenti contatti con società esterne.
Con la sua natura curiosa e investigativa, Darwin cercò poi di scoprire il perché individui senza nessun legame culturale esprimessero le proprie emozioni nello stesso identico modo. La sua conclusione fu che le espressioni sono comportamenti innati e non appresi in un secondo momento. Se ognuno di noi dovesse imparare a sorridere, lo farebbe in modo diverso. Sorridere, piangere e le altre espressioni emotive rientrano dunque nella categoria dei comportamenti istintivi.
Secondo Darwin è innata anche la nostra abilità di percepire le emozioni dal viso.
L’arte di comunicare un’emozione non dipende dalla precisione fotografica o dal disegno accurato di tutte le rughe. Sottolineare ogni espressione è una specie di codice, una serie limitata di elementi come base fondamentale per la nostra capacità di riconoscerle.
Un’espressione sarà chiara ed evidente solo quando c’è un’azione contemporanea nella zona occhi/sopracciglia e nella bocca.
Per la maggior parte di noi, le espressioni di base sono involontarie; compaiono automaticamente, e di solito non è possibile contraffarle.
L’espressione più facile da riconoscere in assoluto è il sorriso sincero, il bagliore della felicità, ed è un sorriso inconfondibile.
Le espressioni facciali sono antiche e hanno avuto a disposizione milioni di anni per entrare nel DNA. Noi umani ridiamo, piangiamo, arrossiamo e abbiamo una gamma di espressioni più complesse il cui significato , nel tempo, si è impresso nella nostra mente. Quindi in generale non riusciamo a spiegarne nemmeno il meccanismo essenziale. Abbiamo l’impressione di non vedere i movimenti muscolari, ma i mutamenti e gli impulsi della mente stessa.
Queste espressioni spesso trascendono le parole, poiché le precedono.

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