domenica 15 aprile 2007

In un paese fa strage il colera, una madre presa dalla malattia per non infettare i suoi cari va a morite lontano da essi.

La Spezia 18/02/1940
Tema
In un paese fa strage il colera, una madre presa dalla malattia per non infettare i suoi cari va a morite lontano da essi.
Da molto tempo la piccola cittadina era infettata dal colera, gli abitanti, per lo più miseri operai, erano tutti innocenti vittime. Alcuni generosi davano loro aiuto, ma tale era la strage che ogni tentativo ormai era vano. Pochi furono i fortunati che riuscirono a scamparsela. Tra queste famigli ve ne era una che era il simbolo di tutte, composta di mamma e papà con quattro fanciulli di cui l’età maggiore era quella di quindici anni e quella minore di cinque. Alimentata da buon pasto e riguardata da altrui contatti, questa famiglia era restata intatta, però bisognava che uno girava, e tra tutti la madre prende la responsabilità dell’alimento da brava massaia, quasi tutto si procurava da se nel suo orticino e dal suo granaio, però questo non bastava per la vita dei suoi, quindi era costretta a fare alcune spese in città, dove ogni angolo aveva giaciuto un morto, se non due. Grande vi era l’infezione, e la povera donna dopo non molto, fu anch’essa colpita da simile malattia, lei lo vide subito ma senza farlo accorgere ai propri cari. Con la febbre o quasi e con il affannato, sempre con più amore conduceva a termine i propri lavori, ma quando la morte non era lontana e c’era il pericolo di trasmettere la malattia ai suoi cari, una mattina mentre essi dormivano se ne va salutandoli così nel sogno: “ Addio mio caro Beppe che per me e per i miei figli sempre ti sei sacrificato con amore, mi hai voluto sempre bene fin dal giorno che ci unimmo, spero di rivederci nell’altro mondo. E tu, caro Giannino, sempre mi hai baciato la mano e ora non più potrai, e come farai ? Oh! Mio Gigi la tua madre muore e tu non più la vedi, spero che la vergine benedetta mi sostituisca. Addio caro Minetto, il cuore mi martori perché troppo giovane sei ma l’anima mia tra poco ti sarà vicino senza il pericolo che ti si propaghi il colera “, così dicendo la donna abbandona la propria dimora, non cammina più di tre chilometri che cade e muore. Il cadavere fu presto rinvenuto e sepolto con grande onore. Presto l’infezione va via e nessuno più muore in questa famiglia.
Monti Vincenzo.

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